I nostri monitoraggi in mare ed in spiaggia!

In relazione allo stato di conservazione della sottopopolazione Italiana di tartaruga comune (Caretta caretta) e alla frequenza in aumento all’interno del mar Ligure, anche la nostra Associazione ha deciso di raccogliere dati di presenza e posizione di individui di Caretta caretta durante i monitoraggi in mare. Una volta avvistati ci avviciniamo lentamente scattando fotografie e se possibile video subacquei per valutare il sesso. Inoltre valutiamo anche lo stato di salute dell’animale e l’eventuale comportamento.  Nell’estate 2022, tuttavia, abbiamo capito che un ulteriore step nel monitoraggio per questa specie era necessario!

In Italia, negli ultimi anni, infatti, si è assistito ad un incremento nel numero di nidificazioni registrate, non solamente nelle zone più meridionali della penisola, ma anche a più elevate latitudini. Per quanto riguarda la Liguria si è assistito ad una primo evento di nidificazione a Finale Ligure nel 2021 e un secondo a Levanto nel 2022. Per questo motivo nel 2021 è nato il Gruppo Ligure Tartarughe Marine, costituito da Acquario di Genova, nel ruolo di coordinatore, Arpal, Università di Genova e Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta.

Nell’estate 2022 quindi, anche a seguito di diversi avvistamenti e segnalazioni di animali adulti nelle acque antistanti la nostra area di studio, abbiamo introdotto un nuovo tipo di monitoraggio: il monitoraggio delle spiagge, da condursi prevalentemente all’alba alla ricerca di eventuali tracce lasciate dalle femmine sulla sabbia!Questa attività di monitoraggio svolta prima dell’arrivo in spiaggia turisti e bagnanti permetterà infatti, qualora siano presenti, di individuare tracce di emersione delle tartarughe femmina e, nel caso in cui vi sia un evento di deposizione, di proteggere e recintare adeguatamente l’area. 

 

Cosa fare in caso di ritrovamento di tracce o di tartarughe sulla spiaggia?

Conosciamo meglio la Caretta caretta

La tartaruga comune Caretta caretta

La tartaruga marina comune (Caretta caretta) è la specie più diffusa all’interno del bacino del Mar Mediterraneo. A differenza delle altre due specie presenti – tartaruga liuto (Dermochelys coriacea) e tartaruga verde (Chelonia mydas) – la Caretta caretta si ritrova in tutte le regioni del Mediterraneo, compreso il mar Ligure. 

La sub-popolazione mediterranea risulta essere isolata dalla popolazione proveniente dal bacino dell’Oceano Atlantico, in quanto gli individui di origine atlantica utilizzano quest’area prevalentemente per attività di foraggiamento, con rari casi di nidificazione (Maffucci et al., 2006). La tartaruga comune è presente in tutto il Mar Mediterraneo con una distribuzione variabile riconducibile alle esigenze delle differenti fasi di sviluppo, in particolare durante i primi anni di vita, nei quali risulta fortemente influenzata dalle caratteristiche oceanografiche di questo mare.

Da giugno a settembre, durante le ore notturne, le femmine escono dall’acqua per deporre le uova sulle spiagge. Scavano buche profonde nella sabbia, che vengono coperte con cura dopo la deposizione. Possono deporre fino a un centinaio di uova, delle dimensioni di una pallina da ping-pong e schiuderanno dopo circa 40 – 60 giorni. Dopo la prima nidificazione la tartaruga può tornare nei 15 giorni successivi per una seconda nidificazione nella stessa area della prima deposizione.

I siti di nidificazione sono concentrati in maggior numero nella regione orientale del Mediterraneo, in particolare lungo le coste di Grecia e dell’isola di Cipro e in minor misura su quelle di Israele, Tunisia, Libano, Siria, Italia, Francia e Spagna.

Tra le ultime stagioni di nidificazione in Italia il 2020 ed il  2021 hanno presentato numeri da record con, rispettivamente, 249 e 256 nidificazioni di Caretta caretta rilevate nella penisola (Tartapedia, 2022).
Nel 2021 a Jesolo (VE), inoltre, è stato segnalato l’evento di nidificazione più a nord del Mediterraneo (ANSA, 2021). Questi dati suggeriscono un’espansione nell’areale di nidificazione di questa specie che può essere spiegato dall’aumento della temperatura del mare, in particolare nelle stagioni primaverile-estiva.

Salvataggio di tartarughe in difficoltà

Nel 2022 abbiamo ottenuto dal Ministero dell’Ambiente e dall’ISPRA l’autorizzazione per quanto riguarda le attività inerenti il prelievo e la manipolazione di esemplari di tartaruga marina (Caretta caretta) in difficoltà per le provincie di Imperia e Savona

Per poter infatti prelevare e soccorrere tartarughe in difficoltà è necessaria l’autorizzazione essendo specie protette e difficili da manipolare. Dal 2022 abbiamo già recuperato 5 Caretta caretta nel ponente ligure e trasferite all’unico centro di recupero regionale: l’Acquario di Genova.

Quattro di queste tartarughe sono state già liberate in mare una volta guarite.