L’Associazione Delfini Del Ponente APS annuncia l’avvio del secondo anno di progetto “Tartarughe marine…sulla spiaggia!”, un’iniziativa finalizzata alla sensibilizzazione e alla protezione delle tartarughe marine lungo le coste della Provincia di Imperia e di Savona. Dopo il successo dell’anno scorso, il progetto, coordinato in collaborazione con il GLIT (Gruppo Ligure Tartarughe Marine) inizia in anticipo visto le recenti nidificazioni in altre regioni italiane.

Dall’estate 2021 la Liguria è stata infatti interessata da due eventi di nidificazione da parte di esemplari di tartaruga marina comune Caretta caretta, ritenuti i primi per la Regione. “In quell’anno abbiamo avuto la prima schiusa a Finale“, afferma Laura Castellano – Curatrice del dipartimento Mediterraneo e rettili dell’Acquario di Genova. “Questo fenomeno sembra essere in espansione e ci aspettiamo che interesserà sempre di più le coste liguri, analogamente a quanto già osservato negli ultimi dieci anni lungo le coste della Toscana.”

Tali eventi hanno portato alla nascita del GLIT, Gruppo Ligure Tartarughe Marine costituito da Acquario di Genova, ARPAL, Università di Genova e Istituto Zooprofilattico Sperimentale Piemonte Liguria e Valle D’Aosta per la gestione e lo studio delle possibili future nidificazioni sul litorale ligure, l’attività di informazione e sensibilizzazione della cittadinanza e la formazione del personale coinvolto nella gestione di eventuali nidificazioni, come avvenuto a Levanto nel 2022.

Come nel 2023 anche quest’anno l’Associazione imperiese ha stretto una proficua collaborazione con FIBA – Federazione Italiana Imprese Balneari – Confesercenti di Imperia e GLIT al fine di fornire l’adeguata formazione e le corrette pratiche di comportamento al personale degli stabilimenti balneari per riconoscere i segnali della presenza di tartarughe marine e contribuire alla protezione dei nidi. L’accordo ha visto la creazione di cartellonistica informativa che verrà appesa lungo il litorale e incontri di formazione specifici per il personale degli stabilimenti balneari. Lo scopo è diffondere le corrette modalità di comportamento in caso di avvistamenti di tartarughe marine o tracce delle loro immersioni ed emersioni. Oltre 20 gli stabilimenti che hanno partecipato agli incontri di formazione, e di questi circa la metà ha ricevuto il certificato di spiaggia “Amica delle Tartarughe”, come riconoscimento per l’impegno a favore della conservazione di questa specie.

Sono stati, inoltre, organizzati corsi specifici per cittadini interessati a conoscere in modo approfondito l’ecologia e le caratteristiche delle tartarughe marine con oltre 35 presenze. I partecipanti potranno rendersi disponibili come volontari per pattugliare alcune spiagge del Ponente Ligure durante i mesi estivi alla ricerca di eventuali tracce di nidi.  Un altro corso è stato invece rivolto al personale Operativo della Capitaneria di Porto di Imperia in quanto organo predisposto a ricevere tutte le eventuali segnalazioni.

L’obiettivo è monitorare attivamente la costa del Ponente Ligure coinvolgendo non solo gli operatori balneari nella vigilanza e nella protezione delle tartarughe marine ma anche tutte quelle persone che hanno voglia di mettersi in gioco in prima persona per la salvaguardia di questi animali; quest’anno abbiamo formato oltre 30 persone che attivamente parteciperanno alla ricerca di tracce di nidi in molte zone sia della provincia di Imperia che di Savona“, spiega Davide Ascheri, Presidente dell’Associazione.

Cosa fare in caso di ritrovamento di tracce o di tartarughe sulla spiaggia?

Se si avesse la fortuna di trovare delle tracce di tartaruga o una tartaruga sulla battigia, è fondamentale adottare alcuni semplici comportamenti. “Per prima cosa chiamare il 1530– Guardia Costiera e se nel Ponente ligure il numero reperibile dell’Associazione Delfini del Ponente 3534687707, fotografare le tracce e/o la tartaruga senza flash e mai frontalmente, rimanendo in silenzio e a distanza per non spaventarla, cosa che potrebbe portarla ad interrompere la nidificazione. Non cancellare le tracce né ripulire la zona, se possibile delimitando l’area senza infilare bastoni, con il supporto del responsabile dello stabilimento se non in una spiaggia libera fino all’arrivo degli esperti”, spiega Elena Fontanesi, ricercatrice di Delfini del Ponente.

tarte